Trappiste de Chimay – Scourmont Abbaye

Abbazia appartenente all’ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (i monaci Trappisti), monaci di
clausura, l’Abbaye de Notre Dame de Scourmont si trova negli splendidi boschi fra Forges-lez-Chimay
e Scourmont, vicino al confine francese, nel sud della provincia dell’Hinaut. La storia del monastero
inizia nel 1850, quando viene posta la prima pietra di quello che sarà il futuro monastero da parte di 17
monaci, provenienti dall’abbazia consorella di Westvleteren. Nel 1863 i lavori terminano, ma solo nel
1871 l’abbazia viene riconosciuta come tale per decreto papale, che nomina anche il primo abate
“ufficiale”. Sul versante “birrario”, è il 1861 la data che segna l’inizio della produzione a Chimay: in
quell’anno l’allora superiore della comunità Hyacinte Bouteca autorizza la costruzione del birrificio,
completata nel 1862; nel 1863 vengono acquistati tutti i macchinari necessari alla produzione.

I monaci cominciano a produrre e commercializzare le loro birre, imbottigliate nelle cucine dell’abbazia
e conservata nelle cantine, a partire dal 1864-1865. La produzione viene interrotta (o solo diminuita)
nei periodi coincidenti con le due guerre mondiali; nel 1948 la fabbrica viene riaperta, secondo nuovi
criteri produttivi, che coniugano il rispetto della tradizione monastica con nuove tecniche produttive,
“insegnate” ai monaci dal professor De Clerck dell’università di Lovanio. L’altro protagonista della
“rinascita” produttiva di Chimay è Padre Theodore, che coltiva e isola in quegli anni il famoso “lievito di
Chimay” e che supervisiona, nel ruolo di mastrobirraio, la produzione dal 1954 al 1988.

Chimay è la seconda birreria trappista del Belgio in ordine di grandezza, dopo Westmalle (l’attuale
produzione si aggira sui circa 110.000 hl); la produzione rimane tutt’ora all’interno dell’abbazia mentre
l’imbottigliamento del prodotto lo si effettua in una moderna fabbrica a Baileux, a 10 km dall’abbazia. Le
birre (tre) sono tutte rifermentate in bottiglia e non pastorizzate; la Cinq Cents la si trova anche alla
spina.

La quarta birra prodotta (la Chimay Doreè) la si può trovare soltanto all’Auberge de Poteaupré,
(“collegato” ufficialmente all’abbazia) o sulle tavole dei frati. E’ in atto una polemica abbastanza
“corposa” anche fra gli estimatori delle birre di Chimay a causa della qualità attuale delle birre, che molti
ritengono inferiore rispetto al passato; polemica che coinvolge anche l’uso un po’ poco “trappista” di
materie prime non proprio ortodosse rispetto alla consolidata tradizione produttiva (estratti al posto di
materie prime “naturali”?; lievito dal ceppo modificato rispetto all’originario?). Sta di fatto, comunque,
che ad oggi le birre di Chimay sono le trappiste più diffuse e bevute nel mondo, grazie anche alla
efficientissima organizzazione commerciale della quale il monastero si è dotato.

Chimay – Tappo bianco triple

Ferment.: Alta
Stile: Trappista
Colore: Bionda
Gradi: 8%
Bicchiere: Balloon
Servizio: 8-10°C

Birra nata intorno agli anni ’60, per arricchire la gamma di birre scure e dolci con un
prodotto più secco. Il colore di questa birra: un bel giallo carico, quasi ambra,
leggermente opalescente per il lievito in sospensione. La schiuma: fitta e cremosa, con
bolle fini, persistente al punto di lasciare i classici merletti di Bruxelles sull’orlo del
bicchiere. I profumi: fini, intensi e molto variegati, si va dal lievito, alla banana, allo
speziato molto piccante. Un bel bouquet veramente. Il palato: morbido e dolce (miele di
castagno?) è il primo impatto, la frizzantezza accentuata la caratterizza per bevibilità; la
corsa si evolve poi in note leggermente agrumate, e nel lungo e armonico finale emerge
l’amaricante del luppolo e una sensazione generale di “rustico”, terroso.. Birra solida e
secca, di confortante bevibilità, con una sensazione generale di “leggerezza”, a dispetto
della forte componente alcolica, presente, ma ben mixata con il resto dei componenti.

Chimay – Tappo rosso

Ferment.: Alta
Stile: Trappista
Colore: Ambrata
Gradi: 7%
Bicchiere: Balloon
Servizio: 10-12°C

Di un bel colore rosso mogano, schiuma compatta, cremosa e a bolle grosse,
croccante e mediamente persistente. Il naso, forse, è la “cosa” più bella di questa birra:
ricco di profumi, intensi e durevoli: frutti di bosco, spezie (pepe, cannella), poi arriva il
dolce del malto con un caramello tenute ma diffuso, per finire con frutta rossa matura
(prugne?). Di frizzantezza accentuata, ha corpo snello, vivace anche se per nulla
sfuggente. E’ ricca anche al gusto: il dolce del malto, elegante e morbido, la leggera
astringenza della frutta, prugna e albicocca, il lievito netto e definito. Il finale è corretto,
con note amare di luppolo, che anche nel gusto si era fatto “notare”, e la ricchezza
della speziatura, che ritorna ricca e variegata.

Chimay Tappo blu

Ferment.: Alta
Stile: Trappista
Colore: Scura
Gradi: 9,0%
Bicchiere: Balloon
Servizio: 12-14°C

Durante il confezionamento viene millesimata, viene cioè impressa sull’etichetta, l’anno
di produzione, in modo da poter calcolare i 24 mesi necessari a questa birra per
raggiungere il massimo delle proprie qualità, in grado di conservare benissimo per
almeno altri tre anni. Ricca e vivace, colore tonaca di frate molto denso; schiuma
cremosa e fitta, di color caramello, di medio/lunga persistenza, con bolle fini. Il bouquet
di profumi: impressionante. E’ caratterizzato da un “attacco” leggermente vinoso, si
evolve poi in un gradevole fruttato, denso e abboccato, il tutto in un contesto
nettamente maltato. Il corpo di questa birra e la sua struttura sono impressionanti:
rotondo, alcool presente, diffuso e ben mascherato da tutto il resto; si possono
avvertire note tanniche, sentori di noci e mandorle (presenti anche nel finale) spezie
diffuse e un finale astringente di ribes e prugna, con il vinoso (leggero) che ritorna.
Ricorda vini liquorosi spagnoli e portoghesi (il Porto in primis).

Chimay Doreè

Ferment.: Alta
Stile: Trappista
Colore: Dorata
Gradi: 4,8%
Bicchiere: Balloon
Servizio: 6-8°C

E’ la birra consumata quotidianamente dai frati, dalla gradazione alcolica meno elevata
delle altre birre prodotte. Birra dal colore dorato carico molto nebbioso, per non dire
“torbido”, con schiuma molto fine e poco persistente. Ha un naso caratterizzato (ma un
po’ volatile) dalla frutta (pesca, albicocca e un po’ d’uva) e dalle note agrumate
(pompelmo?), con il malto che le lega tutte assieme. Pur non avendo un’alta gradazione
alcolica, questa birra ha comunque un corpo relativamente consistente, con una
frizzantezza media: si hanno sentori quasi del ferro, con frutta astringente e luppolo in
evidenza, il malto e il lievito si avvertono solo in un secondo momento. Birra leggera,
che si lascia bere volentieri ma non facilmente, come nella migliore delle tradizioni
trappiste.

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